Il Palazzo UNAR a Roma ha ospitato un incontro dedicato alla cultura, all’arte e alla riflessione interiore, con la presentazione del libro di Claudia Koll, “Qualcosa di me. Dialogo con un’amica”, pubblicato da Tau Editrice, e la cerimonia di premiazione del concorso d’arte “Le Crepe dell’Anima”, nato in collegamento con i temi e le suggestioni dell’opera.
L’iniziativa, promossa da Art Global sotto la presidenza di Angiolina Marchese, ha riunito artisti e ospiti in un percorso che ha messo al centro la fragilità umana, le esperienze personali e la possibilità di trasformare le difficoltà in occasioni di consapevolezza e crescita.
Ad aprire l’incontro, i saluti della dott.ssa Noemi Scopelliti, consigliere UNAR Segretario generale dell’Associazione della Tuscia, che ha accolto i presenti dando avvio a una serata dedicata al dialogo tra cultura, arte e impegno sociale. A guidare il dialogo con Claudia Koll è stato il giornalista Domenico Gareri, che ha accompagnato l’incontro con professionalità e sensibilità, favorendo un confronto attento sui contenuti del libro e sul significato delle esperienze raccontate dall’autrice.
Nel corso della serata, Angiolina Marchese ha richiamato il valore profondo delle fragilità, sottolineando come possano diventare occasione di espressione e di comprensione di sé.
«Le crepe sono una forma di verità. Sono il linguaggio dell’anima. Un artista è colui che trasforma la fragilità in significato».
Una riflessione che si lega alla celebre affermazione di Paul Klee: «L’arte non riproduce il visibile, ma rende visibile». L’opera d’arte può infatti dare forma a ciò che spesso rimane nascosto, traducendo emozioni, esperienze e vissuti interiori in un linguaggio capace di raggiungere gli altri. Da anni Angiolina Marchese porta avanti, attraverso Art Global, un’attività di promozione culturale che affianca alla valorizzazione degli artisti una particolare attenzione ai temi sociali. Le sue iniziative dimostrano come l’arte possa andare oltre la dimensione estetica e diventare occasione di incontro, sensibilizzazione e partecipazione, affrontando questioni che riguardano la persona, la solidarietà e la dignità umana.
Il suo impegno si esprime nella scelta di progetti che mettono in relazione creatività e responsabilità sociale, offrendo agli artisti la possibilità di confrontarsi con temi significativi e di contribuire, attraverso il proprio linguaggio, a una riflessione collettiva. È in questa prospettiva che si inserisce anche il concorso “Le Crepe dell’Anima”, concepito come un dialogo tra arte, letteratura ed esperienza umana.
Tra i momenti più significativi dell’incontro, la consegna a Claudia Koll del Premio della Pace, realizzato personalmente dal maestro Secondo Orfei. Una scultura nata dal lavoro e dalla sensibilità dell’artista, pensata come riconoscimento dal forte valore simbolico. Un ulteriore omaggio è arrivato da Fabiana Sepe, che ha donato a Claudia Koll una propria opera, aggiungendo alla serata un gesto personale di stima e condivisione attraverso il linguaggio dell’arte.
“Le Crepe dell’Anima”: gli artisti partecipanti e premiati
Nel corso dell’incontro, Rosanna Vetturini, Art Curator, ha presentato gli artisti partecipanti al concorso d’arte “Le Crepe dell’Anima”, illustrando lo svolgimento dell’iniziativa, le diverse sezioni e i risultati raggiunti, con particolare riferimento agli artisti classificati e premiati: Fabiana Sepe, Cristiano Sandonà, Giovanna Mangialardi, Silvia Girlanda, Fiorenza D’Orazi e Sonia Manente.
Nel suo intervento, Vetturini ha ripercorso la nascita del progetto e spiegato le motivazioni alla base della scelta del titolo, ideato in collegamento con il libro di Claudia Koll “Qualcosa di me. Dialogo con un’amica”. Il concorso è nato con l’intento di mettere in dialogo la testimonianza personale dell’autrice con la sensibilità creativa degli artisti, invitati a interpretare attraverso le proprie opere fragilità, esperienze di vita e percorsi di trasformazione. L’iniziativa ha offerto uno spazio di confronto tra linguaggi artistici differenti, dimostrando come la creatività possa diventare uno strumento per raccontare emozioni e vissuti interiori, ma anche per avvicinare le persone attraverso esperienze condivise.
La presenza di Claudia Koll ha conferito all’incontro una particolare dimensione umana, legata anche al suo impegno con l’associazione Le Opere del Padre, della quale è presidente e attraverso cui si dedica alle persone che vivono situazioni di difficoltà.
La serata ha così intrecciato cultura, testimonianza e attenzione verso gli altri, confermando il valore di iniziative capaci di mettere in relazione l’espressione artistica con esperienze concrete di solidarietà.
A rendere ancora più intenso il momento conclusivo è stata l’interpretazione dell’Ave Maria di Schubert da parte di Caterina Novak, soprano. Tra gli ospiti presenti anche l’artista Giovanni Battista Di Dio e la poetessa Cristina Borro Marabitti, che hanno preso parte all’iniziativa condividendo una serata dedicata all’incontro tra arte, cultura e sensibilità umana.
Art Global: la cultura come occasione di incontro
Con “Le Crepe dell’Anima”, Art Global ha proposto un progetto in cui il concorso artistico si è intrecciato con una testimonianza letteraria, offrendo agli artisti l’opportunità di confrontarsi con un tema universale: la fragilità come parte dell’esperienza umana e come possibile punto di partenza per nuove consapevolezze.
L’iniziativa si inserisce nel percorso culturale portato avanti da Angiolina Marchese, che attraverso le attività di Art Global promuove occasioni di incontro tra artisti, pubblico e realtà sociali, riconoscendo alla cultura un ruolo importante nella costruzione di relazioni e nella diffusione di messaggi di valore.
La serata al Palazzo UNAR ha lasciato un messaggio chiaro: le fragilità non devono necessariamente essere nascoste. Possono diventare racconto, consapevolezza e bellezza, quando trovano uno spazio in cui essere ascoltate e trasformate in espressione artistica.
Articolo a cura di Francesco Litrico





