Negli ultimi giorni l’influenza stagionale sta colpendo con forza Roma e l’intera regione Lazio con un aumento consistente dei casi di malattia e un impatto significativo sui servizi sanitari locali, soprattutto sui pronto soccorso.
Secondo i dati più recenti, l’attività influenzale è in forte espansione e si osserva una presenza dominante della cosiddetta variante K del virus. Questa sottovariante del virus influenzale A(H3N2) è caratterizzata da una maggiore capacità di diffusione nella popolazione, rendendo i contagi più frequenti, pur non sembrando, dai dati finora disponibili, più severa rispetto ai ceppi classici della stagione influenzale.
La fascia più colpita è quella dei bambini piccoli (0-4 anni), ma sono in crescita anche gli accessi ai reparti e agli ambulatori per gruppi di età più avanzata e soggetti fragili.
Cosa significa variante K
Non si tratta di un “virus completamente nuovo” ma di un ceppo con alcune mutazioni che favoriscono la trasmissione e permettono al virus di circolare più facilmente nella comunità rispetto ad altri anni. I sintomi sono quelli tipici dell’influenza, febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari, affaticamento, e per questo può essere difficile distinguerla da altri malanni stagionali senza un controllo medico.
Nonostante la diffusione rapida, le autorità sanitarie e gli esperti continuano a sottolineare l’importanza delle misure preventive: vaccinarsi contro l’influenza stagionale quando possibile, areare spesso gli ambienti chiusi, lavare le mani con regolarità e restare a casa se si hanno sintomi per ridurre la diffusione.
La situazione rimane in evoluzione, con possibile picco di casi nelle prossime settimane. È consigliabile seguire gli aggiornamenti dei servizi sanitari locali e rivolgersi al medico o al pediatra in caso di sintomi persistenti o se si fa parte di categorie a rischio.
Articolo a cura di Andrea Vescera









