Il titolo dell’articolo coincide con lo slogan di U.A.P. Italia (Unione Nazionale Ambulatori Poliambulatori ed Enti), si tratta di un’associazione di categoria fondata e presieduta dalla dott.ssa Maria Stella Giorlandino.
L’organizzazione rappresenta i presidi sanitari privati autorizzati e convenzionati, tutelandoli attraverso un dialogo con il Ministero della Salute al fine di migliorare la qualità delle prestazioni e abbattere le liste d’attesa.
L’obiettivo di questa federazione sanitaria, con circa 8000 strutture in tutta Italia, è quella di rappresentare l’innovazione e la proiezione nel futuro della sanità privata e convenzionata.
Su “messaggerod’italia.com” si legge: ”la drammatica vicenda del piccolo Domenico, sottoposto a trapianto di cuore, impone una riflessione responsabile. Quando la sanità viene gestita esclusivamente con logiche di contenimento della spesa il rischio è che vengano compromessi i controlli, le procedure, i materiali, i servizi essenziali. La qualità ha un costo, scendere sotto la soglia minima sostenibile significa aumentare il margine di errore.”
Il prossimo 14 Marzo, al teatro Brancaccio di Roma, si terrà una mobilitazione nazionale atta a favorire la partecipazione alla conferenza dedicata alla tutela del diritto costituzionale, alla salute e alla salvaguardia del sistema sanitario Nazionale, questioni urgenti che si sviluppano in difesa dell’art. 32 della Costituzione.
La registrazione dei partecipanti è prevista alle h. 10,00 e alle 11,00 l’inizio del dibattito.
Ai giornalisti è richiesta la conferma di partecipazione, per consentire una migliore organizzazione degli spazi stampa.
Tre i punti principali all’ordine del giorno:
. prestazioni svolte esclusivamente da professionisti e strutture in possesso dei requisiti previsti dalla legge a garanzia di qualità e sicurezza;
. responsabilità clinica e standard uniformi: viene denunciata la crescente concessione di prestazioni sanitarie in contesti privi di una chiara responsabilità clinica e non soggetti agli stessi obblighi e controlli previsti per le strutture sanitarie convenzionate a discapito dei cittadini;
. rinnovo del nomenclatore tariffario inadeguato a garantire prestazioni appropriate, aggiornate e sostenibili, sia per i professionisti sia per l’intero impianto S.S. Nazionale.
Il nuovo nomenclatore tariffario ha determinato una riduzione dei rimborsi agli ospedali pubblici delle Regioni in piano di rientro, che arrivano fino al 40/70% rispetto alle tariffe in vigore da 26 anni, i tagli non sono compensabili con risorse proprie.
Le logiche organizzative che regolamentano il comparto sanitario devono essere omogenee e basate su scienza e coscienza istituzionale evitando logiche esclusivamente orientate al mercato. Bisogna riaffermare i principi di qualità, equità e sicurezza contrastando modelli che rischiano di creare cittadini di serie A e B, i cosiddetti “figli e figliastri” del Sistema Sanitario Nazionale.
Articolo a cura di Massimiliano Negri









