Sabato 11 marzo, alle ore 16, presso il Centro Anziani di Palestrina, il Circolo Culturale Prenestino Roberto Simeoni APS presenterà il libro di Marco Proietti Mancini “Nero Romano” a cui seguirà un docufilm che ci mostrerà la “violenza” quella vera, vissuta, che il romanzo di Marco vuole solo raccontare.
“Ho fatto la guerra, una guerra inutile e insensata. L’ho persa. Adesso posso provare a essere un uomo di pace, ma prima di riuscire a diventarlo, devo liberarmi del passato. Del mio passato, degli sbagli, degli errori. Di tutto quello che mi ha reso chi ero, chi sono stato. Chi sono ancora. Non mi resta che parlare.”
Così termina il libro “Nero Romano”.
È la storia, ma meglio sarebbe dire, l’iniziazione alla violenza di Mirco la cui storia è già tutta nel titolo: il colore “nero” che rimanda sia ad una ideologia, che alla forma del romanzo quella del “noir”; “romano” che ci fa capire che la storia ha una sua territorialità. In tempi di social dove lo spazio si dilata all’infinito, l’autore riporta tutto dentro una dimensione di “territorio”, quello di un quartiere romano tra viale Marconi e la Magliana, una vita che si svolge in quelli che furono i luoghi topici dell’epoca, quella degli anni settanta: la strada, il bar, la sala biliardo, il cinema. In quei tempi si nasceva e si moriva nello stesso posto. E il nome del luogo ti dava una identità: sono “sanlorenzino”, “trasteverino”, “pariolino” dava un’identità alla banda a cui appartenevi come la “banda della Magliana”. Oggi si nasce a Roma, magari si vive a Londra e si muore a Parigi.
Mirco come tanti in quegli anni era un “soldato” in guerra che, poteva servire sotto la bandiera nera o rossa e il caso, a decidere per Mirco, fu un bar di viale Marconi. E sempre il caso decideva se potevi vivere o morire. Perché potevi trovarti nel posto sbagliato, al momento sbagliato: “chi casca, casca”.
Eravamo allora tutti “eroi giovani e belli” come cantava Guccini nella Locomotiva, sebbene ci dividesse il colore “il rosso e il nero” una “grande forza spiegava allora le sue ali, parole che dicevano gli uomini son tutti uguali e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via la bomba proletaria…”

Il libro di Marco Proietti Mancini sarà per i tanti che quegli anni li hanno vissuti da giovani, un momento per abbandonarsi ai ricordi della gioventù. E ai giovani, a cui di quegli anni giungono solo echi, sarà l’occasione per riviverli attraverso la storia di Mirco e dei suoi amici e capire che la storia non è passata per sempre, ma si può ripresentare in ogni momento: oggi sono notizie quasi quotidiane il richiamo al branco, all’uso del coltello. Pensiamo che sia una novità dei nostri tempi…ma così non è!
Articolo a cura di Roberto Papa
Resp. Culturale Circolo Simeoni









