Per Palestrina Henrich e Thomas Mann non possono essere solo una strada e un largo. Sono molto di più, solo se si ha la pazienza di leggere due libri, tra i tanti capolavori di questi due autori tedeschi: “Piccola Città” di Heinrich e “Doctor Faustus” di Thomas. Due libri che ci fanno rivivere una Palestrina dei primi del Novecento attraverso le sue piazze, vicoli, palazzi, chiese e i tanti personaggi che dentro quei luoghi si muovono.
Domenica 26 luglio a partire dalle ore 20.30 presso il largo Heinrich Mann a Palestrina, il Circolo Culturale Prenestino Roberto Simeoni APS cercherà di far rivivere la Palestrina dei fratelli Mann, raccontandone la storia attraverso parole, musica e immagini. Letture a cura di Roberto Papa e Marzia Baroni e accompagnamento musicale del quartetto di fiati “La Metamorfosi di Atlantide”, con la partecipazione del mezzosoprano Ulrike Schneider.
Palestrina, ma in genere l’Italia tutta, fu meta tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento di un turismo culturale che vide presenze importanti come quella che vogliamo ricordare questa sera: due autori della letteratura tedesca, massimi esponenti della cultura nazionale e democratica tedesca: Heinrich e Thomas Mann. Due illustri “forestieri” che hanno reso Palestrina immortale attraverso le pagine dei loro libri, come Giovanni Pierluigi da Palestrina lo ha fatto con la sua musica.
Ma perché i due fratelli si trasferirono a Palestrina, per almeno un paio d’anni? Cittadina ricca di testimonianze archeologiche, rinomata per la salubrità dell’aria, utile alla malattia polmonare di Heinrich, Palestrina era anche la residenza di uno dei musicisti sacri più amati da Thomas, Giovanni Pierluigi.
Ed è a Palestrina che il diavolo si materializza prima nella forma del pettegolezzo, della lascivia, del conflitto sociale come nella “Piccola Città” e poi attraverso un patto diabolico, nel “Doctor Faustus”: la vendita della propria anima in cambio della fama e del successo.
Il diavolo, colui che non ha nome, è presente nella musica, nella letteratura, nelle nostre tradizioni e superstizioni e come accade nelle opere dei Mann nelle nostre angosce più profonde. Il merito dei Mann è quello di aver dato al diavolo anche un luogo di residenza, Palestrina, e una casa, Palazzo Manardi, l’ex pensione per stranieri di Anna Bernardini dove i Mann hanno effettivamente soggiornato tra il 1895 e il 1898.
Palestrina alla fine dell’800, pullulava di osterie e di caffè, di liquorerie e sale biliardo, di un teatro baronale, di locande e alberghi, di boschetti, giardini, acque termali e anche per questo divenne meta di un turismo “borghese”, anche straniero, che la rendeva viva e interessante, anche per autori come i Mann, che poi sarebbero diventati parte del canone letterario europeo.
E con questa serata dedicata ai Mann abbiamo l’ambizione di restituire alla città di Palestrina, che certamente non è più quella dei primi del Novecento, quello che Palestrina si merita: cultura e bellezza, attraverso l’opera letteraria dei Mann e le musiche “europee” di classici come Mozart, Bach, Palestrina.
E chissà che nel ritornare a casa non si incontri qualcuno che ci dica: “Vi prego concedetemi di presentarmi, sono un uomo raffinato e di buon gusto, sono il Diavolo.”









