Negli ultimi giorni sui media e sui social è rimbalzata la notizia della classificazione del prosciutto cotto come agente cancerogeno da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Ma qual è il significato reale di questa classificazione? E cosa dobbiamo davvero sapere per interpretarla correttamente?
A spiegare i criteri scientifici alla base di queste valutazioni è l’articolo “Dal tabacco al prosciutto, la scienza che classifica i cancerogeni: come si legge la classificazione dell’OMS”, che fa chiarezza sulla classificazione internazionale dei cancerogeni elaborata dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), un organismo parte dell’OMS.
La classificazione IARC non valuta quanto sia probabile sviluppare un tumore a seguito di una determinata esposizione ma distingue gli agenti in base alla solidità delle prove scientifiche che li collegano al cancro.
Gli agenti sono suddivisi in quattro gruppi principali:
- Gruppo 1 – Cancerogeni per l’uomo: prove sufficienti di cancerogenicità (es. fumo di sigaretta, alcol, inquinamento atmosferico, carni processate come i salumi).
- Gruppo 2A – Probabilmente cancerogeno per l’uomo (es. carne rossa, alcune emissioni da frittura).
- Gruppo 2B – Possibilmente cancerogeno (es. aspartame, estratto di aloe).
- Gruppo 3 – Non classificabile per la sua cancerogenicità nell’uomo.
Prosciutto cotto e altri salumi
Il fatto che alcuni salumi compaiano nel Gruppo 1 non significa che siano “ugualmente pericolosi” quanto il fumo o l’amianto: indica piuttosto che esiste evidenza scientifica sufficiente di un legame con un aumento del rischio di cancro colorettale nell’ambito di studi epidemiologici, ma non quantifica il rischio reale in relazione alla quantità o alla frequenza di consumo.
La classificazione comprende agenti molto diversi tra loro: da alimenti e sostanze chimiche a fattori fisici come le radiazioni ionizzanti e il plutonio. Ciò sottolinea che la categorizzazione riguarda la capacità intrinseca di un agente di essere associato al cancro, non l’effetto che tali agenti hanno a dosaggi normalmente presenti nelle nostre vite.
Cosa significa per i cittadini
L’appartenenza al Gruppo 1 invita a interpretare i dati scientifici con consapevolezza: non vietare, ma informare. Una dieta equilibrata, la moderazione nel consumo di alimenti trasformati e uno stile di vita sano rappresentano gli strumenti chiave per ridurre i rischi legati all’insorgenza del cancro, così come sottolineano le più autorevoli linee guida nutrizionali.
Questo comunicato intende fornire un’informazione chiara e corretta, aiutando i lettori a comprendere la differenza tra pericolo (cancerogenicità intrinseca) e rischio (probabilità reale di sviluppare malattia), evitando allarmismi eccessivi senza sottovalutare i dati scientifici disponibili.
Articolo a cura di Andrea Vescera









