Dal 21 al 25 maggio il Lazio celebra la storia, il paesaggio e le tradizioni della Regina Viarum con un grande festival diffuso che attraversa territori, borghi e siti archeologici lungo l’antica Via Appia.
Nasce così il Regina Viarum Festival, la manifestazione promossa dalla Regione Lazio dedicata alla valorizzazione dell’intero tratto laziale della storica strada romana, recentemente riconosciuta patrimonio UNESCO.
Cinque giornate di eventi, da ieri 21 maggio, stanno trasformando la Via Appia in un itinerario esperienziale tra archeologia, turismo lento, natura, musica e sapori del territorio. Il festival si svilupperà lungo un percorso che da Roma arriverà fino a Minturno, attraversando città e luoghi simbolo come Latina, Terracina, Fondi, Itri e Formia.
Un viaggio tra storia, paesaggio e identità
Il Regina Viarum Festival nasce con l’obiettivo di raccontare la via Appia non soltanto come testimonianza del passato, ma come simbolo contemporaneo di connessione tra comunità, territori e culture. Cammini guidati, incontri culturali, visite archeologiche, concerti, degustazioni e laboratori accompagneranno cittadini e turisti in un’esperienza immersiva tra paesaggi naturali e patrimoni storici.
Concerti, degustazioni e visite guidate
Il calendario propone un ricco programma di eventi culturali e artistici pensati per valorizzare il territorio attraverso un approccio sostenibile e autentico. Le diverse tappe del festival ospiteranno concerti nei teatri romani e nei siti archeologici, incontri con esperti e studiosi, degustazioni di prodotti tipici e attività all’aperto.
Tra gli appuntamenti più attesi il gran finale nel Teatro Romano di Minturnae, che chiuderà il festival con eventi e spettacoli immersi nella suggestione dell’antica città romana.
Il Regina Viarum Festival rappresenta così una nuova occasione per riscoprire la via Appia come luogo di incontro, memoria e valorizzazione del patrimonio culturale del Lazio, promuovendo un turismo lento capace di coniugare storia, paesaggio ed esperienza.
Articolo a cura di Francesca Giovannini









