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Bombe a Roma Est: la scia di esplosioni, la pista della criminalità e la risposta dei quartieri

Bombe a Roma Est: la scia di esplosioni, la pista della criminalità e la risposta dei quartieri

Esplosioni contro negozi e abitazioni, cresce la paura

12 Ottobre 2026
in Attualità
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Dalla Casilina a Tor Bella Monaca, dall’Alessandrino a Don Bosco e San Basilio, fino a Centocelle: una serie di ordigni ha colpito attività commerciali, autonoleggi ed edifici residenziali. Gli investigatori valutano possibili collegamenti con una contesa tra gruppi criminali per il controllo del territorio e delle piazze di spaccio. Libera Roma promuove una nuova mobilitazione per mercoledì 14 ottobre alle ore 18 in piazza Malatesta.

Roma Est fa i conti con una sequenza di esplosioni che, tra la fine di agosto e ottobre, ha riportato al centro dell’attenzione le dinamiche della criminalità organizzata nella periferia della Capitale. Ordigni artigianali e bombe carta sono stati fatti esplodere davanti a esercizi commerciali, autonoleggi e abitazioni, provocando danni materiali e paura tra i residenti. Finora non sono state segnalate vittime negli episodi descritti, ma la ripetizione degli attacchi ha alimentato la preoccupazione nei quartieri coinvolti.

Secondo quanto riportato dalla cronaca, il numero degli episodi è cresciuto progressivamente nelle ultime settimane. All’inizio di ottobre si parlava di cinque esplosioni contro attività commerciali in meno di quaranta giorni lungo la Casilina, mentre il 10 ottobre il bilancio giornalistico indicava tredici episodi da maggio nel quadrante sud-orientale della città. I conteggi variano in base al periodo considerato e alla tipologia degli episodi inclusi.

Dall’Alessandrino alla Borghesiana: la sequenza degli attentati

La prima ondata documentata dalla cronaca risale alla notte tra il 28 e il 29 agosto, quando diversi ordigni hanno colpito il quadrante della via Casilina. Tra gli obiettivi c’è stato l’autonoleggio Travis Car, in via Casilina 953, all’Alessandrino, raggiunto da due esplosioni nel giro di meno di ventiquattro ore. I danni hanno interessato la serranda e gli interni dell’attività.

Nelle stesse ore sono stati segnalati altri due episodi: una bomba carta davanti a una barberia in via Salemi, nella zona dei Due Leoni, e un’esplosione davanti a un forno in via delle Alzavole, a Torre Maura. Gli ordigni hanno danneggiato serrande, vetrine e veicoli parcheggiati nelle vicinanze. Gli investigatori hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica degli attacchi e verificare eventuali collegamenti.

Dopo una fase in cui la sequenza sembrava essersi interrotta, le esplosioni sono riprese all’inizio di ottobre. Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre, un ordigno rudimentale ha danneggiato l’ingresso della Costantino Rent Cars, in via Casilina, nella zona della Borghesiana. La deflagrazione ha infranto la vetrata dell’autonoleggio e danneggiato una vettura. L’episodio ha attirato particolare attenzione anche per la storia dei titolari, già coinvolti nel 2021 in un agguato per il quale sono stati condannati, con ruoli distinti, Raul Esteban Calderon e Giuseppe Molisso. Le indagini sull’esplosione sono state avviate per chiarire il movente e individuare eventuali responsabili. La possibile connessione con gli altri attentati resta un elemento da verificare.

Il 4 ottobre, secondo le ricostruzioni giornalistiche, un ordigno ha colpito una sala slot all’Alessandrino, in via Antonio Bottini. La notte successiva, un’altra esplosione ha danneggiato una vineria in via Calpurnio Fiamma, nel quartiere Don Bosco-Tuscolano. In quest’ultimo caso, la deflagrazione ha provocato danni all’esercizio commerciale e ha coinvolto anche un’automobile utilizzata dagli attentatori, poi abbandonata sul posto. Tra il 6 e il 7 ottobre, un nuovo episodio ha interessato via Filottrano, a San Basilio, dove un ordigno è stato lanciato nel cortile di un condominio. L’esplosione ha danneggiato l’intonaco dell’androne, il citofono e alcune finestre. Circa cinquanta residenti sono scesi in strada, spaventati dal boato. Tra le ipotesi investigative riportate dalla stampa c’è quella di un’intimidazione rivolta a un abitante dello stabile, ma gli accertamenti sono proseguiti per individuare i responsabili. La sequenza è proseguita nella notte del 9 ottobre a Centocelle, in via dei Platani, davanti a un’altra attività di autonoleggio. L’esplosione ha danneggiato la serranda e alcune automobili, lasciando detriti sulla strada. Si è trattato della quinta esplosione segnalata in una settimana, secondo il bilancio diffuso dal TGR Lazio.

L’ipotesi investigativa: una contesa per il controllo del territorio
La concentrazione geografica degli episodi e la ripetizione degli attacchi hanno portato gli investigatori a valutare l’ipotesi di una contesa tra gruppi criminali per il controllo delle piazze di spaccio e degli equilibri economici illeciti.
Nelle ricostruzioni giornalistiche ricorre il riferimento all’indebolimento degli assetti legati al clan Senese, dopo arresti e sviluppi giudiziari che hanno coinvolto figure di primo piano della criminalità romana. Tra gli elementi citati c’è anche l’ordinanza cautelare eseguita a settembre nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Fabrizio Piscitelli, conosciuto come Diabolik. Secondo l’ipotesi riportata dalla stampa, gli arresti avrebbero contribuito a modificare gli equilibri criminali, aprendo spazi per nuove contese. Gli ordigni potrebbero quindi rappresentare strumenti di intimidazione diretti contro singole attività o persone, ma anche segnali rivolti ad altri gruppi e all’intero territorio.
Non è però accertato che tutti gli episodi facciano parte di un’unica strategia, né che ogni attività colpita sia stata presa di mira per le stesse ragioni. Le indagini dovranno chiarire i moventi dei singoli attentati e l’eventuale esistenza di una regia comune.

La risposta dei quartieri: il presidio a Don Bosco
Di fronte alla successione delle esplosioni, la mobilitazione della cittadinanza ha assunto un ruolo centrale. Venerdì 9 ottobre, in viale San Giovanni Bosco, associazioni, comitati, realtà sociali, rappresentanti politici e cittadini si sono riuniti in un presidio per chiedere chiarezza sugli attentati e risposte concrete alle criticità del territorio. Nella stessa giornata era stata organizzata anche una manifestazione in via Calpurnio Fiamma, nei pressi della vineria colpita. Le iniziative hanno ribadito la necessità di non lasciare soli residenti e commercianti e di evitare che la paura condizioni la vita quotidiana dei quartieri.
Durante la mobilitazione di Don Bosco è stata sottolineata anche l’importanza di distinguere la presenza dello Stato e delle forze dell’ordine dalla necessità di rafforzare ulteriormente i presidi territoriali. Tra le richieste emerse figurano maggiore attenzione alle indagini, tutela per chi denuncia e un investimento più incisivo nella prevenzione sociale.

Libera Roma convoca un presidio a piazza Malatesta
Il percorso di mobilitazione proseguirà mercoledì 14 ottobre alle ore 18 in piazza Malatesta, dove Libera Roma, insieme a realtà territoriali, gruppi scout e associazioni studentesche, ha promosso un nuovo presidio pubblico. L’obiettivo è coinvolgere una parte sempre più ampia della città e ribadire che i quartieri colpiti dalle esplosioni non possono essere identificati soltanto con la criminalità e con le sue dinamiche. Al contrario, sono luoghi abitati da famiglie, lavoratori, commercianti, studenti e associazioni che chiedono sicurezza, servizi e opportunità.

Sicurezza, giustizia e servizi: le richieste al centro della mobilitazione
La richiesta delle associazioni è quella di affiancare alle indagini e al contrasto della criminalità organizzata una strategia di lungo periodo per i territori interessati. Tra le priorità indicate figurano la protezione dei commercianti e dei cittadini che scelgono di denunciare, il rafforzamento della presenza istituzionale e maggiori investimenti in istruzione, servizi sociali, cultura e spazi di aggregazione. Nel dibattito è emerso anche il tema delle carenze di personale negli uffici giudiziari e nei presidi territoriali delle forze dell’ordine. Le organizzazioni chiedono risorse adeguate per sostenere il lavoro di magistratura e investigatori, senza trascurare le esigenze quotidiane dei quartieri. La mobilitazione del 14 ottobre si propone quindi di trasformare la preoccupazione per le esplosioni in una presa di posizione collettiva. La sicurezza non può essere affrontata soltanto dopo ogni attentato, ma richiede un intervento coordinato che unisca contrasto alla criminalità, tutela delle vittime e rafforzamento della comunità.

Il messaggio che accompagna l’iniziativa è chiaro: Roma Est non vuole essere lasciata sola. Di fronte alle bombe, la risposta invocata da Libera e dalle realtà territoriali è una presenza concreta delle istituzioni, insieme alla partecipazione di chi vive e lavora ogni giorno nei quartieri della Capitale.

Articolo a cura di Francesca Giovannini

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