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Smart Drugs, i rischi nascosti del potenziamento cognitivo

108 Farmaci da evitare: pubblicata la lista 2026 di Prescrire International

21 Giugno 2026
in Attualità, Salute e Benessere
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Ogni anno, come da 14 anni a questa parte, Prescrire International ha rilasciato il report dei farmaci  da evitare. Perchè? In molti casi risultano più dannosi che utili, casi in cui ciò che si guadagna non è maggiore di ciò che si rischia con un rapporto fra benefici e rischi sfavorevole.
È bene evidenziare che l’ente scientifico, del tutto autonomo dalle case farmaceutiche, non accetta pubblicità, finanziando il proprio lavoro esclusivamente con gli abbonamenti. 

La lista del 2026 comprende 108 farmaci, divisi per area terapeutica. Iniziamo l’analisi degli effetti collaterali dei farmaci in relazione alla loro effettiva funzione.

CARDIOLOGIA:

  • Aliskiren: inibitore con effetto antipertensivo, aumenta gli eventi cardiovascolari e eventi di insufficienza renale. 
  • Andexanet alfa: la sua funzione di anticoagulante espone gli assuntori all’aumento di eventi tromboembolici, come ictus ischemico e la mortalità non può essere esclusa; 
  • Bezafibrato, ciprofibrato e fenofibrato: da che dovrebbe prevenire eventi cardiovascolari, incide sui disturbi cutanei, ematologici e renali 
  • Dronedarone: formulato per fermare le aritmie in realtà presenta effetti gravi, come disturbi epatici, polmonari e cardiaci. 
  • Ivabradina: porta disturbi visivi, cardiovascolari (compreso il fenomeno di infarto del miocardio). 
  • Nicorandil: il suo ruolo da vasodilatatore può causare gravi alterazioni mucocutanee.
  • Olmesartan: previene le complicanze cardiovascolari dell’ipertensione, può portare un’ enteropatia simil-sprue con diarrea cronica, perdita di peso, epatite autoimmune. 
  • Ranolazina: rispetto alla sua  modesta efficacia di riduzione degli attacchi di angina, i suoi effetti sono eccessivamente sproporzionati, disturbi gastrointestinali e neuropsichiatrici , palpitazioni, bradicardia , ipotensione.
  • Trimetazidina: può causare parkinsonismo, allucinazioni , trombocitopenia, e reazione da farmaco.
  • Vernakalant: utilizzato nella fibrillazione atriale, tra i suoi effetti collaterali troviamo varie aritmie oltre a non mostrare una riduzione della mortalità e né l’incidenza di eventi tromboembolici e cardiovascolari.

DERMATOLOGIA- ALLERGOLOGIA 

  • Finasteride orale 1mg e finasteride topica: studiate per contrastare l’alopecia androgenetica negli uomini, i risultati persistono esclusivamente durante il trattamento e la loro densità torna ai livelli iniziali dopo l’interruzione. Gli effetti rilevati sono disfunzioni ormonali, depressione, ideazione suicidaria e carcinoma mammario.
  • Mequitazina: altro non è che un antistaminico sedativo, ma i pazienti  hanno un rischio più elevato di aritmie cardiache dovute ad un allungamento del tempo impiegato dal cuore per contrarsi e rilassarsi (QT).
  • Pimecrolimus topico e tacrolimus topico: contrasta la dermatite atopica, ma può causare tumori cutanei e linfomi.
  • Prometazina iniettabile: usato per trattare l’orticaria grave, può causare trombosi, necrosi cutanea  e gangrena in seguito a un stravaso o iniezione accidentale in arteria.
  • Polvere di semi di arachide: utilizzata per desensibilizzare i pazienti con allergia alle arachido, in realtà potrebbe portare ad un aumento di incidenza di reazioni allergiche nella vita quotidiana (arrivando all’uso di adrenalina).

DIABETE E NUTRIZIONE 

  • Diabete: diversi farmaci non ha dimostrato efficacia contro le complicanze del diabete (eventi cardiovascolari, insufficienza renale e disturbi neurologici). 
  • Gliptine o inibitori della DPP4 : presentano effetti gravosi come gravi reazione di ipersensibilità , infezioni urinaria e vie respiratorie superiori, pancreatite e ostruzioni intestinali. 
  • Pioglitazone: può causare insufficienza cardiaca, tumore alla vescica e fratture ossee.
  • Orlistat: i disturbi intestinali sono molto presenti, in aggiunta danni epatici e fratture ossee degli adolescenti. 

GASTROENTEROLOGIA 

  • Argille medicinali, ovvero montmorillonite e beidellitica, diosmectite, idrotalcite e caolino : utilizzate per trattare disturbi gastrointestinali dovrebbero essere evitate per la loro naturale contaminazione al piombo, responsabile di tossicità neurologica, ematologica, renale e cardiovascolare. 
  • I neurolettici domperidone, droperidolo e metopimazina: rischio di aritmie, morte improvvisa e rischio di ictus ischemico. 
  • Prucalopride: utilizzato per contrastare la stipsi cronica, tra i suoi effetti collaterali porta disturbo cardiovascolare (palpitazioni ed eventi ischemici), depressione e ideazione suicidaria.
  • Unguento di trinitrato di glicerile 0,4%: aumenta gli eventi di mal di testa, a volte molto gravi.

GINECOLOGIA ED ENDOCRINOLOGIA

  • Menopausa: i trattamenti farmacologico che solitamente vengono somministrati alle donne in menopausa (come vampate di calore, sudorazioni notturne) non possono essere utilizzati per colore che sono a rischio di eventi tromboembolici o con rischio aumentato di tumori estrogeno-dipendenti (tumore mammario o endometrio). 
  • Fezenolinetant: farmaco nato per bloccare i recettori coinvolti nella termoregolazione  (utilizzato per contrastare le vampate). Porta ad un rischio di epatotossicità, disturbi gastrointestinali  e neuropsichiatrici. E’ da considerare anche l’aumento del rischio di cancro.
  • TIbolone: farmaco ormonale che “imita” gli ormoni maschili e femminili, viene utilizzato per contrastare la menopausa. Comporta il rischio di problemi cardiovascolari e di tumori , in particolare mammario ed endometriale.

MALATTIE INFETTIVE

  • Moxifloxacina: forte antibiotico per combattere le infezioni batteriche. Può causare necrosi epidermica tossica ed epatite fulminante ed è associato anche ad un aumento del rischio dei disturbi cardiaci.

NEUROLOGIA

  • Malattia di Alzheimer: inibitorio degli effetti della malattia, i problemi che  comporta possono essere molto gravi e talvolta letali oltre a numerose interazioni farmacologiche. La pericolosità risiede anche nel fatto che questi tipo di farmaci sono destinati ad un uso a lungo termine.
  • Gli inibitori della colinesterasi  della colinesterasi donepezil, galantamina e rivastigmina: possono provocare i disturbi gastrointestinali, come vomito gravi, disturbi neuropsichiatrici, depressione e insonnia, anoressia e disturbi cardiaci (disturbi del ritmo e della conduzione, tachicardia) oltre a causare comportamenti sessuali compulsivi.
  • Memantina: può comportare disturbi associati a comportamenti violenti, crisi convulsive e disturbi psicotici, nonché insufficienza cardiaca o bradiaritmie.
  • Alemtuzumab: presenta numerosi effetti avversi gravi, talvolta mortali, legati all’infusione  (come fibrillazione atriale e ipertensione) , infezioni e frequenti patologie autoimmuni, infarto del miocardio e tanto altro.
  • Natalizumab: può causare infezioni opportunistiche potenzialmente fatali, tra cui la leucoencefalite multifocale progressiva, reazione di ipersensibilità potenzialmente gravi e danni epatici.
  • Teriflunomide:  presentare danni epatici, leucopenie e infezioni, oltre alla neuropatia periferica.
  • Varie: numerosi altri farmaci utilizzati, per le forme più gravi di epilessia, nell’emicrania , nei disturbi cognitivi, vertigini e nel morbo di Parkinson.
  • Fenfluramina: utilizzato per le due rare forme di epilessia infantile , seppur riducendo la frequenza complessiva delle crisi, aumenta l’incidenza dello stato epilettico convulsivo. Inoltre può provocare valvulopatia cardiaca e ipertensione arteriosa polmonare, si aggiungono, inoltre, disturbi neuropsichiatrici e altri disturbi cardiovascolari.
  • Flunarizina e oxetorone: nati per contrastare gli attacchi di emicrania, possono causare disturbi cardiaci, aumento di peso, provocando anche diarrea cronica. 
  • Ginkgo biloba: utilizzato negli anziani per disturbi cognitivi, può provocare emorragie, disturbi gastrointestinali, disturbi cutanei, convulsioni, reazioni di ipersensibilità e forse aritmie.
  • Naftidrofuryl: “vasodilatatore”, causa cefalea, esofagite, alterazioni del cavo orale, disturbi cutanei, calcoli renali e disturbi epatici, potenzialmente gravi. 
  • Tolcapone: un tipo di inibitore usato nel Parkinson può provocare danni epatici potenzialmente fatali. 

ONCOLOGIA ED EMATOLOGIA

  • Defibrotide:  un antitrombotico utilizzato per la grave malattia veno-occlusiva epatica dopo un trapianto di cellule staminali ematopoietiche, in realtà non si è mostrato più efficace nella riduzione di mortalità o nell’indurre la remissione; anzi, i suoi effetti sono la provocazione di emorragie talvolta fatali.
  • Antineoplastici: il bilancio benefici-rischi è nettamente sfavorevole, per cui sarebbe bene concentrarsi su cure sintomatiche adeguate e prevenzione della qualità di vita.
  • Mifamurtide: utilizzato in associazione con altri chemioterapici nell’osteosarcoma, non ha dimostrato benefici sull’allungamento della vita e può provocare versamenti pleurici e pericardici, perdita d’udito ed effetti neurologici. 
  • Nintedanib: inibitori con attività antiangiogenica, utilizzato per alcuni tipi di carcinoma polmonare, ha dimostrato di creare danni epatici ed effetti legati all’inibizione dell’angiogenesi, tra cui tromboembolismo venoso ed emorragie, ipertensione, perforazione gastrointestinale e compromissione della cicatrizzazione. 
  • Panobinostat: compromette le funzioni vitali, accelerando il decesso di molti pazienti (seppur nascendo per prolungare la sopravvivenza). 
  • Roxadustat: associato ad anemia causata da malattie renali croniche, nei pazienti in dialisi aumenta la mortalità; altre complicanze sono trombosi d’accesso cardiovascolare , sepsi e disturbi epatici. 
  • Trabectedina: il paziente può trovarsi di fronte a problemi gastrointestinali, ematologici epatici e muscolari. Non si è dimostrato utile per il carcinoma ovarico e dei tessuti molli. 
  • Vandetanib: un terzo dei pazienti accusa di effetti collaterali molto gravi, come diarrea, polmonite e ipertensione. Esiste anche un rischio di malattia polmonare interstiziale, torsione di punta e morte improvvisa. 
  • Vinflunina: ha un’efficacia incerta sul carcinoma della vescica avanzato e metastatico. Alto il rischio di problemi ematologici (esempio anemia aplastica) e rischio di disturbi cardiovascolari e  infezioni.

 

DOLORE REUMATOLOGIA

  • Aceclofenac orale e diclofenac orale: genera effetti cardiovascolari e più  decessi cardiovascolari rispetto al FANS. 
  • Inibitori della COX-2 ( coxib), celecoxib, etoricoxib e parecoxib: sono stati associati ad un eccesso di eventi cardiovascolare e di reazioni cutanee. 
  • Il gel di Ketoprofene: provoca reazioni di fotosensibilità (rash bolloso ed eczema). 
  • Meloxicam, piroxicam e tenoxicam: se usate per via sintetica, espongono il paziente al rischio di disturbi gastrointestinali e cutanei. 
  • Miorilassanti : non più efficaci rispetto al placebo.
  • Mephenesina: se assunta per via orale può causare sonnolenza,  nausea, vomito e reazioni di ipersensibilità (rash e shock anafilattico), abuso e dipendenza; se usata come pomata può provocare reazioni cutanee (eritema multiforma e pustolosi esantematica e acuta generalizzata)
  • Metocarbamolo: presenta numerosi effetti collaterali sopratutto tratto gastrointestinale e disturbi cutanea. 
  • Tiocolchicoside: può causare diarrea, dolore gastrico fotodermatosi e possibili convulsioni. 

OSTEOARTRITI

Nel 2026, ancora non esistono farmaci il cui rapporto benefici-rischi sia favorevole nella riduzione, stabilizzazione o prevenzione della degenerazione articolare. Alcuni di essi in commercio, autorizzati per il presunto effetto sul processo che causa artrosi, dovrebbero essere vietati perché non migliori del placebo. 

  • Condroitina: provoca disturbi cutanei, gastrointestinali, capogiri e in casi rari angioedema.
  • Diacereina : porta con sé disturbi gastrointestinali (come sanguinamento gastrointestinale e melanosi del colon), angioedema ed epatite. 
  • Glucosamina: può provocare reazione allergica (angioedema, nefrite interstiziale acute) ed epatite.
  • Denosumab 60mg: seppur efficiente nella prevenzione delle fratture osteoporotiche, risultano poco efficaci per la “perdita ossea” durante il carcinoma prostatico. Comporta dolore dorsale, muscolare e osseo, fratture multiple dopo la sospensione , osteonecrosi, disfunzione immunitaria e infezioni gravi.
  • Romosozumab: autorizzato per l’osteoporosi postmenopausale grave,  deve essere valutato alla luce di un possibile aumento del rischio di eventi cardiovascolari, con mortalità elevata nei pazienti over 75.
  • Capsaicina: contenente estratto di peperoncino utilizzato in forma di cerotto può provocare irritazione, dolore intenso e ustioni di secondo grado.
  • Colchicina + polvere d’oppio + tiemonio: utilizzato per risolvere i problemi di gotta e nella pericardite acuta. La polvere d’oppio  e il tiemonio possono mascherare la comparsa di diarrea, segno precoce di sovradosaggio di colchicina potenzialmente fatale.
  • Chinino: autorizzato per i crampi può provocare effetti potenzialmente fatali, tra cui reazioni anafilattiche, effetti ematologici (anemia emolitica) e aritmie cardiache. Gli effetti superano di gran lunga i benefici.

PSICHIATRIA: 

  • Agomelatina: può causare epatite e pancreatite, suicidio e comportamento aggressivo, rabdomiolisi e gravi reazioni cutanee. 
  • Citalopram ed escitalopram: classificati come antidepressivi selettivi , espongono il paziente a una maggiore incidenza di prolungamento dell’intervallo QT, torsione di punta e  morte  improvvisa. 
  • Duloxetina, milnacipran e venlafaxina: comporta un rischio di disturbi cardiaci legato alla loro attività noradrenergica, tra cui ipertensione, tachicardia, aritmie e prolungamento del tempo di QT. La duloxetina può provocare epatite e reazioni di ipersensibilità con manifestazioni cutenee. 
  • Reboxetina: provoca disfunzione sessuale e perdita di appetito. 
  • Spray nasale esketamina: utilizzato per depressione con alto rischio di suicidio , ma la sua efficacia è incerta. I suoi effetti sono neuropsichiatrici e includono sintomi dissociativi. È probabile un uso improprio e crea dipendenza. 
  • Tianeptina: può causare epatite, reazioni cutanee potenzialmente letali  (tra cui eruzioni bollose) e dipendenza. 
  • Dapoxetina: usato per insoddisfazione sessuale legata all’eiaculazione precoce. Porta comportamento aggressivo, sindrome di serotoninergica e sincope. 
  • Etifoxina: non ha portato risultati sull’efficacia contro l’ansia, ma può scatenare epatite e gravi reazioni di ipersensibilità, tra cui reazione da farmaco e necrolisi epidermica tossica.

PNEUMOLOGIA OTORINOLARINGOIATRIA

  • Tosse: in genere è un disturbo benigno. Vari farmaci utilizzati presentano effetti sproporzionati rispetto alla loro efficacia, che risulta essere limitata. 
  • Ambroxolo e bromexina: sono mucolitici per tosse e raffreddore. Non hanno mostrato superiore al placebo, ma comporta un rischio di reazioni anafilattiche e reazioni cutanee gravi e talvolta fatali.  
  • Gefapixant: utilizzato per tosse cronica refrattaria o inspiegata, comporta il rischio di disturbo di gusti molto frequenti, infezioni alle vie respiratorie (polmonite) e urolitiasi. 
  • Oxomemazina: è un antistaminico sedativo ma i suoi effetti sono sproporzionati per essere un farmaco utilizzato per alleviare i sintomi della tosse.
  • Pentossiverina: sedativo centrale della tosse, può causare disturbi cardiaci  e gravi reazioni allergiche. 
  • Alfa-amilasi: può causare disturbi cutanei o allergici , anche gravi (prurito, orticaria, angioedema, rash maculopapuloso ed eritema). 
  • Decongestionalizzanti orali o nasali efedrina, nafazolina, ossimetazolina, pseudoefedrina e tuaminoeptano, fenilefrina e xilometazolina sono vasocostrittori simpaticomimetici e possono causare problemi cardiovascolari gravi  potenzialmente letali, tra cui crisi epilettiche, ictus e aritmie, colite ischemica e neuropatia ottica ischemica.  
  • Mannitolo in polvere per inalazione: usato come mucolitico per pazienti con fibrosi cistica ,  causa broncospasmo ed emottisi. 
  • Nintedanib: inibitore della tirosinchinasi con attività antiangiogenica non ha dimostrato miglioramenti clinici. Può provocare danni epatici e vari gravi effetti correlati alla sua azione antiangiogenica (sanguinamenti, ipertensione, perforazione gastrointestinale e alterata cicatrizzazione delle ferite). 
  • Roflumilast: inibitore con effetti antinfiammatori, non ha mostrato di ridurre né la mortalità dei pazienti né migliorare la loro qualità di vita. Gli effetti che produce sono gastrointestinali, perdita di peso, disturbi psichiatrici e possibile cancro.

DISASSUEFAZIONE DEL FUMO 

  • Bupropione : autorizzato per disassuefazione del fumo. Può causare disturbi neuropsichiatrici ( aggressività, depressione e ideazione suicidaria), reazioni allergiche gravi, dipendenze  e difetti cardiaci congeniti nei bambini esposti nell’utefro.

UROLOGIA 

  • Pentosan polisolfato orale: Cura la sindrome del dolore vescicale e comporta maculopatia pigmentata con disturbi visivi e trombocitopenia immunomediata con rischio di trombosi arteriosa.
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