Si è concluso il progetto di restauro e valorizzazione del Parco del Colle Oppio, uno dei luoghi simbolo della Capitale, interessato da un articolato intervento promosso dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali nell’ambito del programma PNRR Caput Mundi. L’opera restituisce alla città un patrimonio storico e paesaggistico di grande valore, migliorandone la conservazione e la fruibilità.
L’intervento, che ha richiesto un investimento di circa 1,5 milioni di euro, ha interessato alcuni degli elementi monumentali più rappresentativi del parco. Tra le opere realizzate figurano il recupero dei due ingressi monumentali di via delle Terme di Traiano e via Nicola Salvi, il restauro della Fontana Ninfeo e della Fontana delle Anfore, oltre alla riqualificazione del sistema idraulico che alimenta le fontane.
Proprio il recupero dell’antico impianto delle acque rappresenta uno degli aspetti più significativi del progetto. Ideato dal paesaggista Raffaele de Vico, il sistema è tornato pienamente operativo dopo anni di inattività grazie al ripristino delle condotte originarie e all’introduzione di soluzioni che favoriscono il ricircolo e il recupero dell’acqua nel rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale.
I lavori hanno inoltre previsto il consolidamento delle strutture architettoniche, il recupero delle superfici storiche e la ricostruzione delle parti maggiormente deteriorate, restituendo piena funzionalità agli elementi decorativi che caratterizzano uno dei giardini monumentali più importanti della città.
Il Parco del Colle Oppio rappresenta un luogo unico nel panorama romano, dove convivono testimonianze archeologiche di straordinario rilievo, come la Domus Aurea, le Terme di Tito e le Terme di Traiano, con il progetto paesaggistico realizzato tra gli anni Venti e Trenta del Novecento da Raffaele de Vico e Antonio Muñoz, protagonisti della trasformazione del colle in uno dei principali polmoni verdi della Capitale.
Le origini del parco risalgono al 1871, quando l’area fu destinata a giardino pubblico nell’ambito dei primi interventi urbanistici della nuova Roma Capitale. L’aspetto che ancora oggi lo contraddistingue si deve però agli interventi realizzati tra il 1928 e il 1936, periodo in cui il colle assunse l’attuale configurazione, diventando un luogo in cui archeologia, architettura del paesaggio e verde pubblico convivono in perfetto equilibrio.
L’intervento è stato realizzato grazie alla collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina, il Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici, il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale, con il supporto tecnico di Acea Ato 2 e Areti, che hanno contribuito al ripristino degli impianti e alla riqualificazione complessiva dell’area.
Articolo a cura di Francesca Giovannini









