Roma è sempre più nella morsa del caldo. Negli ultimi dieci anni, l’80% dei quartieri della Capitale ha registrato, tra giugno e agosto, temperature medie diurne al suolo comprese tra i 40 e i 45 gradi, mentre in alcune zone si sono superati stabilmente i 45°C. A lanciare l’allarme è Legambiente, che ha presentato i dati della campagna “Che Caldo che fa”, realizzata insieme a RSE S.p.A. e alla Croce Rossa Italiana.
A ricevere la “maglia nera” è il quartiere Alessandrino, nel quadrante est della città, indicato come una delle aree più critiche a causa della scarsità di alberature, della limitata presenza di verde urbano e dell’elevata impermeabilizzazione del suolo. Secondo il monitoraggio effettuato da Legambiente con una termocamera a infrarossi, circa il 70% dei punti osservati nel quartiere risulta completamente esposto al sole nelle ore più calde della giornata. Emblematico il caso di una fermata dell’autobus in via Alessandrino, priva di pensilina e di alberi, dove l’asfalto ha raggiunto quasi i 60°C, trasformando l’attesa dei mezzi pubblici in una vera e propria prova di resistenza. Bastano però pochi metri per notare la differenza: sul lato opposto della strada, dove gli edifici creano ombra, la temperatura dell’asfalto diminuisce di circa 30°C. Situazioni analoghe sono state riscontrate davanti all’ufficio postale e all’ingresso della scuola primaria Marconi, dove la presenza degli alberi consente di abbassare sensibilmente la temperatura delle superfici.
Tra le zone più calde figurano anche Casetta della Mistica, Torre Spaccata, Tor Sapienza, Romanina, Centocelle e Tor Vergata, tutte localizzate nel quadrante est e sud-est della Capitale.
L’aumento delle temperature rappresenta un fenomeno ormai consolidato. Dal 1960 a oggi la temperatura media di Roma è cresciuta di 2,66°C, favorendo ondate di calore sempre più intense, isole di calore urbane ed eventi meteorologici estremi.
Lo scorso anno la città ha registrato 26 notti tropicali consecutive con temperature minime mai scese sotto i 20°C. Giugno si è inoltre chiuso con precipitazioni inferiori del 48% rispetto alla media e temperature superiori di 3,4 gradi.
Alla luce dei dati raccolti, Legambiente sollecita interventi sia a livello nazionale sia locale. Al Governo viene chiesto di finanziare concretamente il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e di realizzare una rete di rifugi climatici nelle città, prendendo esempio da esperienze europee come quella di Barcellona.
Al Comune di Roma, invece, l’associazione propone un piano straordinario di manutenzione del patrimonio arboreo, un incremento delle alberature, la realizzazione di percorsi pedonali ombreggiati, interventi di depavimentazione per ridurre le superfici asfaltate e strategie per rendere gli edifici pubblici meno soggetti al surriscaldamento.
Secondo Legambiente, aumentare il verde urbano non rappresenta soltanto una scelta ambientale, ma una misura indispensabile per migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere Roma più resiliente di fronte agli effetti sempre più evidenti della crisi climatica.
Articolo a cura di Francesca Giovannini









