All’alba di ogni mattina, in numerose piazze e parchi del mondo, tra Oriente e Occidente, migliaia di persone si muovono sotto i primi raggi del Sole in un esercizio lento, armonioso, assorti nei loro movimenti. Flessibili come le foglie nel vento, integrandosi perfettamente nel paesaggio della Natura. Questo, il Mondo, lo chiama TAI CHI.
Ma che cosa è questa disciplina ormai pubblicizzata in ogni dove, dietro la cui propaganda martellante si nascondono spesso le insidie di fini meramente commerciali?
Il TAI CHI non è uno sport né, soltanto, un’arte marziale: è la ginnastica energetica che ha come obiettivo portare la persona che lo pratica ad essere sana, e (se non proprio felice) quantomeno serena.
È anche un modo per ritrovare la coerenza con se stessi ed essere riconoscenti verso la Natura e le Leggi Celesti che la governano.
Il Tai Chi è “l’Unità Suprema” il principio primo che regge l’universo e presiede l’unione dello Yin e dello Yang. Questo termine viene spesso tradotto con “Limite Supremo.” Identificato con la Stella Polare, astro immutabile intorno al quale gira la Volta Celeste” (Taiji Quan – Catherine Despeux . Ed. Mediterranee).
Indubbiamente, tentare di rendere una definizione netta, compiuta del Tai Chi in poche righe è impresa impossibile, limite comune a tutto ciò che rimane afferente alle culture e tradizioni dei popoli orientali – a partire dalla pletora di significati possibili, già attribuibili ad ogni singolo termine.
Secondo la filosofia del Taoismo, movimento di pensiero nell’ambito del quale il Tai Chi nasce e si sviluppa a partire dal XVII sec. l’essere umano è composto da una energia immateriale e una energia fisica, quindi materiale. L’armonia di questi due elementi porta a modellare il corpo fisico. In verità, tutto ciò che noi vediamo esistere sulla terra, il paesaggio, le forme di vita, l’uomo, è il risultato di questa combinazione tra energia e materia. Nell’essere umano possiamo tradurre: corpo-mente. Il corpo deve convivere con la mente, in una unione costante che determina l’equilibrio psico-fisico di tutto l’essere. Ove questo equilibrio venga meno si genera la malattia.
Ormai inoltrati nel Terzo Millennio, se lo sviluppo tecnologico e il progresso scientifico hanno raggiunto l’apice, il progresso sociale mostra segni di decadenza e regresso. Nei Paesi più ricchi tali scompensi si mostrano in modalità anche più evidenti. Segno, questo, di una mancanza di attenzione e di rispetto verso il prossimo e verso se stessi. Ascoltare, sentire, piegarsi e armonizzarsi con i ritmi più naturali, nutrire il proprio Soffio Vitale, purificare la propria essenza, vale a dire ciò che in noi vi è di più autentico, il tornare fanciulli, ecco i precetti degli antichi Saggi taoisti i quali, più che una religione, praticavano un metodo di vita.
Per essere brevi, pur rimanendo figli del nostro costume specifico, possiamo comprendere quanto sia utile imparare a respirare correttamente, per coltivare l’energia celeste (Chi) mentre si eseguono movimenti naturali e si assumono posture corrette in grado di favorire la circolazione dell’energia che ci consentirà di vivere meglio e di tenerci più al riparo dalle malattie. Questo ed altro può offrire l’assimilazione di una costante pratica della disciplina del Tai Chi nella propria quotidianità.
Per chi volesse approfondire segnaliamo per venerdì 16 ottobre 2026, ore 17.00: Introduzione al Tai Chi – Un incontro teorico-dimostrativo a cura di Loredana Pepe e Bartolomeo Casertano. L’incontro avverrà presso la sala di meditazione della Associazione “I Ricostruttori nella Preghiera”, via Alain Danielou n.16 a Zagarolo. Dal Martedì 20 ottobre, dalle 17.00 alle 18.00 (ed ogni martedì della settimana) sarà possibile partecipare al percorso della pratica condivisa.





