Fuoco, tamburi, vessilli e antichi sapori torneranno a invadere le strade di Ciciliano, dove mercoledì 19 agosto è in programma la ventesima edizione della Notte della Panarda, una delle rievocazioni storiche e gastronomiche più suggestive dell’estate nella provincia di Roma.
A partire dalle ore 17 e fino a notte inoltrata, il centro storico di Ciciliano cambierà volto, trasformandosi in un grande palcoscenico a cielo aperto. Tra vicoli, piazze e antiche corti sfileranno figuranti in abiti d’epoca, accompagnati dal suono dei tamburi e dallo sventolio delle bandiere.
Ad aprire la manifestazione saranno i Musici e le Sbandieratrici di Ciciliano, protagonisti del corteo che condurrà il pubblico verso la Piazza di Corte. Durante la serata si alterneranno le esibizioni di arcieri, falconieri, menestrelli, trampolieri e mangiafuoco, con spettacoli itineranti gratuiti pensati per coinvolgere adulti e bambini.
Il cuore della manifestazione sarà ancora una volta il tradizionale banchetto, durante il quale sarà possibile assaggiare piatti ispirati alle ricette del passato e specialità della cucina locale. Le pietanze saranno servite nelle caratteristiche ciotole artigianali in terracotta, che i partecipanti potranno conservare come ricordo della serata. La Panarda, tuttavia, non rappresenta soltanto un appuntamento gastronomico. La sua storia affonda le radici nelle antiche consuetudini comunitarie di Ciciliano, quando il cibo diventava uno strumento di condivisione, devozione e appartenenza collettiva.
Un documento del 1657 racconta che Pietro Paolo Serafini era solito distribuire una minestra di fave per rispettare un voto rivolto a Sant’Antonio Abate da un suo antenato. Alla base della promessa vi sarebbe una leggenda tramandata nel paese: una bambina in fasce, portata via da un lupo, sarebbe stata lasciata miracolosamente illesa dall’animale dopo l’invocazione del santo da parte della madre. Per ringraziare Sant’Antonio, la famiglia avrebbe promesso di offrire periodicamente del cibo alla comunità. Da questa forma di banchetto collettivo sarebbe nata una delle tradizioni più sentite del territorio, legata al concetto di abbondanza e alla volontà di riunire l’intero paese intorno alla stessa tavola.
Alla devozione popolare si unisce un episodio risalente al 1581, quando il delegato del vescovo Annibale Grassi, durante una visita apostolica, giudicò eccessivamente profano il banchetto organizzato dalla confraternita del Santissimo Sacramento in occasione della festa della Madonna Assunta. La celebrazione venne vietata, ma gli abitanti di Ciciliano continuarono a custodire la propria consuetudine, trasformandola nel tempo anche in un simbolo di identità e resistenza popolare.
Ancora oggi la Notte della Panarda ripropone lo spirito di quella grande festa comunitaria attraverso la sfida tra i quattro rioni del paese: Capopiana, Castelluccio, Porta di Sotto e Selciata. Le contrade si confrontano nella preparazione delle ricette, nell’allestimento delle tavole, nella presentazione delle pietanze, nella scelta dei vini e nella cura dei costumi storici.
In passato il banchetto ha raggiunto anche oltre cinquanta portate, secondo un’antica usanza che prevedeva per i commensali l’obbligo di assaggiare tutte le pietanze servite. Una prova di abbondanza, ma anche di abilità e creatività per i rioni impegnati nella competizione. La manifestazione si concluderà a notte inoltrata sul sagrato della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in Cielo, in piazza Maestra. Qui si svolgerà la cerimonia di premiazione della contrada vincitrice, alla quale sarà consegnato il piatto simbolo della Panarda, decorato con le quattro icone dei rioni partecipanti.
L’iniziativa, patrocinata e sostenuta dalla Regione Lazio, sarà a ingresso libero. Per una sera Ciciliano tornerà così a vivere le atmosfere del passato, offrendo ai visitatori un viaggio tra storia, spettacolo, tradizioni gastronomiche e memoria collettiva.
Articolo a cura di Francesca Giovannini









