Un appuntamento astronomico raro e spettacolare è pronto a conquistare il cielo del 12 agosto 2026. Si tratta di una eclissi totale di Sole, che sarà completamente visibile lungo una stretta fascia comprendente Groenlandia, Islanda e Spagna. In Italia, invece, il fenomeno sarà osservabile come eclissi parziale, ma con percentuali di oscuramento molto elevate soprattutto al Nord e nel Centro-Nord.
Per trovare un’eclissi totale di Sole osservabile dall’Europa bisogna tornare al 1999, mentre l’ultima volta in cui il Sole è stato completamente oscurato, al 100%, dal territorio italiano risale addirittura al 12 febbraio 1431. Quella del 12 agosto sarà quindi un’occasione particolarmente suggestiva anche per chi la osserverà dall’Italia.
Secondo le indicazioni dell’INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica, l’eclissi sarà visibile in Italia nel tardo pomeriggio, quando il Sole sarà ormai molto basso sull’orizzonte. Il fenomeno inizierà indicativamente intorno alle 19.30, raggiungendo il massimo poco dopo le 20, in prossimità del tramonto. La percentuale di oscuramento cambierà però sensibilmente a seconda della località. La zona più favorita sarà quella del Nord-Ovest. A Ventimiglia, in particolare, il massimo dell’eclissi è previsto intorno alle 20.23, quando la Luna arriverà a coprire circa il 94,8% del disco solare. Scendendo verso il Centro e il Sud Italia, invece, la percentuale di copertura diminuirà. In alcune località il Sole potrebbe addirittura essere già tramontato prima di raggiungere il momento di massima eclissi.
Proprio per questo sarà fondamentale scegliere con attenzione il luogo dal quale osservare il fenomeno: servirà un punto con orizzonte occidentale completamente libero, senza edifici, alberi o rilievi che possano nascondere il Sole.
L’INAF ha predisposto mappe specifiche per verificare la visibilità dell’eclissi nelle diverse zone d’Italia e seguirà l’evento anche attraverso una diretta streaming realizzata insieme all’Unione Astrofili Italiani.
Lo spettacolo, però, non deve far dimenticare una regola fondamentale: il Sole non va mai osservato direttamente senza un’adeguata protezione.
Durante un’eclissi la diminuzione della luminosità ambientale può trarre in inganno. Il cielo diventa più scuro, ma le radiazioni ultraviolette, infrarosse e la luce visibile ad alta intensità continuano a raggiungere l’occhio. A essere particolarmente esposta è la retina, il tessuto nervoso che si trova nella parte posteriore dell’occhio. Il rischio è quello di sviluppare una retinopatia solare, una lesione che può interessare la macula, cioè la zona responsabile della visione centrale e della percezione dei dettagli. Il problema è che la retina non possiede recettori del dolore. Di conseguenza, una persona può guardare il Sole senza avvertire immediatamente alcun fastidio e accorgersi del danno soltanto successivamente. In alcuni casi le lesioni possono essere permanenti.
I disturbi alla vista non necessariamente si manifestano subito. Possono comparire anche a distanza di diverse ore dall’esposizione. Tra i principali segnali da non sottovalutare ci sono:
- visione offuscata;
- difficoltà a mettere a fuoco;
- comparsa di una macchia scura al centro del campo visivo;
- deformazione delle linee rette;
- alterazione della percezione dei colori.
In presenza di questi sintomi dopo aver osservato l’eclissi, è consigliabile rivolgersi tempestivamente a un medico oculista.
Per godersi lo spettacolo senza mettere a rischio gli occhi è necessario seguire alcune semplici ma fondamentali regole.
1. Usare esclusivamente occhiali certificati per eclissi
Gli strumenti più semplici sono gli appositi occhiali per l’osservazione del Sole, che devono essere conformi alla norma internazionale ISO 12312-2. Prima di utilizzarli è importante verificare che i filtri siano integri, senza graffi, strappi o perforazioni.
2. Gli occhiali da sole non bastano
Anche se molto scuri, i normali occhiali da sole non garantiscono una protezione sufficiente. Da evitare anche soluzioni fai-da-te come vetri affumicati, radiografie, negativi fotografici, CD o pellicole. Ridurre la luminosità non significa infatti eliminare le radiazioni pericolose.
3. Attenzione a telescopi, binocoli e macchine fotografiche
Guardare il Sole attraverso un telescopio o un binocolo senza un filtro solare specifico può essere particolarmente pericoloso, perché questi strumenti concentrano la luce solare e possono provocare rapidamente gravi danni alla retina. Lo stesso principio vale per fotocamere e smartphone: per fotografare il Sole in sicurezza è necessario utilizzare filtri solari specifici, che proteggono sia gli occhi sia l’apparecchiatura.
4. Mai lasciare soli i bambini
Durante l’osservazione è importante che i bambini siano sempre sorvegliati da un adulto. Bisogna assicurarsi che indossino correttamente gli occhiali certificati e che non li rimuovano mentre stanno guardando il fenomeno.
5. L’osservazione indiretta è una valida alternativa
Un metodo ancora più sicuro consiste nell’osservare l’eclissi senza guardare direttamente il Sole, utilizzando sistemi di proiezione indiretta, come il foro stenopeico o la camera oscura. Anche osservatori astronomici e associazioni di astrofili organizzeranno iniziative dedicate all’evento, offrendo la possibilità di osservare l’eclissi con strumenti adeguatamente filtrati e sotto la supervisione di personale esperto. Il 12 agosto, dunque, il cielo offrirà uno spettacolo da non perdere. Dall’Italia il Sole non scomparirà completamente, ma in alcune zone sarà coperto quasi per intero dalla Luna. Un evento raro e suggestivo che potrà essere osservato in sicurezza, a patto di non dimenticare la regola più importante: mai guardare direttamente il Sole senza una protezione certificata.
Articolo a cura di Francesca Giovannini









