Un imprenditore attivo nel commercio al dettaglio di carburanti e prodotti destinati al riscaldamento domestico è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di usura. La misura cautelare è stata disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Velletri, su richiesta della Procura della Repubblica veliterna, al termine di un’attività investigativa condotta dalla Guardia di Finanza.
L’ordinanza è stata eseguita dai militari del Gruppo di Frascati del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, che da mesi stavano seguendo gli sviluppi dell’inchiesta.
Le indagini sono partite da alcune irregolarità emerse durante controlli di natura economico-finanziaria. Attraverso approfondimenti sui movimenti bancari, attività tecniche e servizi di osservazione sul territorio, gli investigatori hanno ricostruito quello che ritengono essere un consolidato sistema di prestiti illeciti.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’imprenditore avrebbe concesso somme di denaro imponendo interessi estremamente elevati, con percentuali che avrebbero superato il 20% mensile rispetto al capitale prestato. Gli inquirenti contestano inoltre che, per indurre le vittime a rispettare le scadenze dei pagamenti, l’uomo avrebbe alimentato il timore di poter contare sull’appoggio di un’organizzazione criminale. Gli accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza avrebbero tuttavia escluso qualsiasi collegamento effettivo con ambienti della criminalità organizzata.
Nel corso dell’inchiesta sarebbero emersi anche elementi che ipotizzano il coinvolgimento di alcuni familiari dell’imprenditore, ritenuti dagli investigatori concorrenti nei reati contestati.
L’operazione rientra nelle attività di contrasto ai fenomeni di usura e criminalità economico-finanziaria portate avanti dalla Guardia di Finanza, con l’obiettivo di tutelare cittadini, imprese e il corretto funzionamento del mercato.
Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la misura cautelare è stata adottata sulla base degli elementi finora raccolti dall’autorità giudiziaria. Nei confronti degli indagati resta valido il principio della presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
Articolo a cura di Francesca Giovannini









