Un residuato bellico risalente alla Seconda Guerra Mondiale è stato rinvenuto nelle acque al largo del litorale nord di Civitavecchia, in prossimità della località La Frasca.
L’ordigno, una mina del peso di circa 200 chilogrammi, è stato successivamente rimosso e distrutto attraverso un’operazione coordinata che ha coinvolto Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto e Marina Militare.
Il ritrovamento è avvenuto il 19 maggio scorso durante alcune attività di monitoraggio dei fondali effettuate dai sommozzatori della stazione navale della Guardia di Finanza di Civitavecchia. La mina si trovava a circa 36 metri di profondità, adagiata su un fondale sabbioso e in parte coperta da concrezioni marine e attrezzature da pesca abbandonate.
Dopo l’identificazione dell’ordigno, sono state immediatamente attivate le procedure previste per garantire la sicurezza dell’area. La Capitaneria di Porto ha quindi disposto specifiche limitazioni alle attività marittime e balneari nella zona interessata, con l’obiettivo di prevenire rischi per cittadini, diportisti e operatori del mare.
Le delicate operazioni di bonifica sono state affidate agli specialisti del nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) della Marina Militare di La Spezia. I palombari hanno provveduto a mettere in sicurezza la mina e a trasferirla in un’area idonea, lontana dalla costa, dove è stata fatta brillare mediante un’esplosione controllata.
L’intervento si è concluso senza incidenti né conseguenze per l’ambiente circostante. La diffusione delle immagini dell’operazione da parte della Guardia di Finanza ha permesso di mostrare le diverse fasi di un’attività particolarmente complessa, che testimonia l’importanza del costante monitoraggio dei fondali marini e della collaborazione tra le diverse autorità impegnate nella tutela della sicurezza pubblica.
Articolo a cura di Francesca Giovannini









